Da Teheran tanti auguri al ministro di Maio

Anticipando forse di qualche ora gli auguri ufficiali del suo collega iraniano, Mohammad Javad Zarif, abbiamo deciso di porgere i nostri auguri al neo ministro degli esteri italiano, Luigi di Maio, fresco di giuramento, in questo giovedi di fine estate.
Gli auguri sentiamo di doverli fare per molteplici ragioni. In primis, forse perche' si tratta di un ministro giovane, di soli 33 anni; l'eta' media in Iran e' di 29,5 anni, ed allora forse, un ministro degli esteri giovane, visto da Teheran, capitale dell'Iran, sembra piu' vicino, piu' amico.
Anche perche' l'Italia, prima delle sanzioni di Trump, che hanno mandato all'aria l'accordo sul nucleare, era il principale partner economico dell'Iran nell'Ue; ma soprattutto un paese amico. Si moltiplicavano a Teheran e Roma le iniziative culturali, settore in cui i due paesi sono molto potenti, e le visite delle delegazioni di societa' e imprenditori.
Il lavoro, per il giovane ministro, si presenta difficile; a poche ore dal suo insediamento, prima ancora che possa agire e che qualcuno possa giudicare il suo operato, ci sono contro di lui attacchi da tutte le parti, in Italia. Indipendentemente dalla posizione e dai gusti politici, non appare un modo di fare corretto e onesto.
L'augurio sincero al ministro di Maio, e' che possa lavorare per gli interessi del suo Paese, e non per fare piacere all'Europa, agli Stati Uniti, a Israele, al Zimbabwe e cosi' via...
Certo, un ministro degli esteri deve curare le relazioni col mondo; e' vero, non si puo' dichiarar guerra a tutti; e' vero, l'Italia, purtroppo o per fortuna, si trova in una certa alleanza (o sudditanza?) dall'indomani della seconda guerra mondiale: e' "schierata" come dicono i diplomatici, ma nonostante cio' nei decenni passati e' stata la portabandiera di una certa politica di pace e di equidistanza nelle contese internazionali; soprattutto nelle questione dell'area mediterranea e del Medio Oriente. Una equidistanza che pero' non sempre e' rimasta tale negli ultimi anni.
L'augurio sincero e' che Luigi di Maio possa fare gli interessi del suo Paese anche in Asia Occidentale, e perche' no, essere un buon interlocutore pure per l'Iran, che in questi anni e' andato alla ricerca dell'apertura verso il mondo. L'Italia e' considerato una nazione amica in Iran, e questo mese di Agosto, e' stato davvero particolare; tantissimi italiani hanno deciso di visitare l'Iran durante le vacanze di Agosto e molti piu' iraniani, rispetto al passato, sono partiti per le citta' d'arte italiane.
I due popoli si sentono vicini, le economie dei due paesi si possono completare a vicenda, portando introiti, PIL e benessere a entrambe le nazioni. Ci auguriamo che il ministro di Maio sia un costruttore di ponti, e siamo convinti che lo sara'.